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object:Informatics
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class:subject
parent:Information Science
1:Informatics is a branch of information engineering. It involves the practice of information processing and the engineering of information systems, and as an academic field it is an applied form of information science. The field considers the interaction between humans and information alongside the construction of interfaces, organisations, technologies and systems. As such, the field of informatics has great breadth and encompasses many subspecialties, including disciplines of computer science, information systems, information technology and statistics. Since the advent of computers, individuals and organizations increasingly process information digitally. This has led to the study of informatics with computational, mathematical, biological, cognitive and social aspects, including study of the social impact of information technologies. - Wikipedia
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Informatics
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Informatics Corporation
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(1998-10-30)

Informatics Corporation ::: (company) Renamed to Sterling Software Corp.[When?] (1998-10-30)


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   4 Anonymous

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1:A large part of bioinformatics is about solving problems of representation. ~ Anonymous,
2:What English speakers call “computer science” Europeans have known as informatique, informatica, and Informatik ~ James Gleick,
3:If molecular biology was about attention to detail and particularity, bioinformatics is about generality and totality. ~ Anonymous,
4:Databases, ontologies, and visual representations tie informatic genomes to the specific practices of computers, computational biology, and bioinformatics. ~ Anonymous,
5:Ageing is very exciting. But if I didn't work on ageing, I'd want to work on the brain. There are really cool techniques you can use now. And bioinformatics. The methods you can use for comparing large data sets - that's so powerful. ~ Cynthia Kenyon,
6:eight exponentially growing fields were chosen as the core of SU’s curriculum: biotechnology and bioinformatics; computational systems; networks and sensors; artificial intelligence; robotics; digital manufacturing; medicine; and nanomaterials and nanotechnology. Each of these has the potential to affect billions of people, solve grand challenges, and reinvent industries. ~ Peter H Diamandis,
7:... ci sono quattro ingegneri su una macchina e la macchina all'improvviso si ferma. Allora, l'ingegnere meccanico dice «È senz'altro il carburatore, si capiva benissimo dal rumore», e l'ingegnere chimico dice «No, è la benzina, quando abbiamo fatto benzina, quello ci ha fregati», l'ingegnere elettronico dice «No, scusate, ma non ci sono dubbi, è un problema di centralina, è un chip che è saltato». L'ingegnere informatico sta un po' in silenzio e poi fa: «Proviamo a uscire e poi rientrare». ~ Tiziano Sclavi,
8:La natura, persino su scala ridottissima, si faceva beffe dell’informatica. Anche migliorato dalla tecnologia, il cervello umano era minuscolo, infinitesimo, in confronto all’universo. Eppure avere un cervello e camminare in un mattino di sole in Bolivia avrebbe dovuto dargli una bella sensazione. Il bosco era impenetrabilmente complesso, ma non lo sapeva. La materia era informazione, l’informazione materia, e solo nel cervello la materia si organizzava a sufficienza da essere consapevole di se stessa; solo nel cervello l’informazione di cui il mondo era fatto poteva manipolare se stessa. Il ~ Jonathan Franzen,
9:Freud described three great historical wounds to the primary narcissism of the self-centered human subject, who tries to hold panic at bay by the fantasy of human exceptionalism.

First is the Copernican wound that removed Earth itself, man’s home world, from the center of the cosmos and indeed paved the way for that cosmos to burst open into a universe of inhumane, nonteleological times and spaces. Science made that decentering cut.

The second wound is the Darwinian, which put Homo sapiens firmly in the world of other critters, all trying to make an earthly living and so evolving in relation to one another without the sureties of directional signposts that culminate in Man. Science inflicted that cruel cut too.

The third wound is the Freudian, which posited an unconscious that undid the primacy of conscious processes, including the reason that comforted Man with his unique excellence, with dire consequences for teleology once again. Science seems to hold that blade too.

I want to add a fourth wound, the informatic or cyborgian, which infolds organic and technological flesh and so melds that Great Divide as well. ~ Donna J Haraway,
10:Daniel C. Dennett, un filosofo della Tufts University che ne sa sia di neuroscienze che di informatica, sostiene che la coscienza stessa ha un aspetto essenzialmente narrativo, radicato nell’evoluzione biologica del cervello. Non ho la competenza per riassumere le argomentazioni di Dennett, ma vengo persuaso d’acchito dalle sue conclusioni – perlomeno se considerate come una narrazione esplicativa. Egli concepisce la coscienza essenzialmente come «creatrice di situazioni immaginarie in stesure multiple»; concepisce il sé come un come se, un «ipotetico Centro di Gravità Narrativa» – in breve, una fantastica e incessante narrazione. «Noi siamo le storie che raccontiamo a noi stessi e agli altri riguardo a chi siamo», afferma il professor Dennett – storie che rivediamo e rettifichiamo in continuazione e che in continuazione rivedono e rettificano noi stessi.
A questo punto vi chiedo: il meditare su domande del genere ha mai reso chicchessia uno scrittore migliore? Non sarebbe più saggio se un narratore meditasse sulla casistica dell’amore, sui particolari di un tramonto, o magari sulle vicissitudini della nave spaziale U.S.S. Enterprise? Forse sì, forse no. Ma nel porci domande del genere, come nel creare di continuo situazioni ipotetiche, facciamo quello che ci viene naturale – che forse viene più naturale ad alcune persone che ad altre. ~ John Barth,
11:In quel preciso momento, Karla è entrata nella stanza. Ha spento la televisione, ha guardato Todd fisso negli occhi e ha detto: "Todd, tu esisti non soltanto come membro di una famiglia o di una compagnia o di una nazione, ma come membro di una specie... sei un essere umano. Sei parte dell'umanità. Attualmente la nostra specie ha problemi profondi e stiamo cercando di sognare un modo per uscirne e stiamo usando i computer per cavarcela. La costruzione di hardware e software è il campo in cui la specie ha deciso di investire energie per la sua sopravvivenza e questa costruzione richiede zone di pace, bambini nati dalla pace, e l'assenza di distrazioni che interferiscano col codice. Non possiamo acquisire conoscenza attraverso l'informatica, ma riusciremo a usarla per tenerci fuori dalla merda. Quello che tu percepisci come un vuoto è un paradiso terrestre: alla lettera, linea per linea, la libertà di impedire all'umanità di diventare non lineare".
Si è seduta sul divano e c'era il rumore della pioggia che tamburellava sul soffitto e mi sono reso conto del fatto che non c'era abbastanza luce nella stanza e che noi eravamo tutti in silenzio.
Karla ha detto: "Abbiamo avuto una vita discreta. Nessuno di noi, a quanto mi risulta, è mai stato maltrattato. Non abbiamo mai desiderato niente, né abbiamo mai voluto possedere qualcosa. I nostri genitori sono tutti ancora insieme, a parte quelli di Susan. Ci hanno trattato bene, ma la vera moralità, qui. Todd consiste nel sapere se le loro mani sono state sprecate in vite non creative, o se queste mani sono utilizzate per portare avanti il sogno dell'umanità".
Continuava a piovere.
"Non è una coincidenza che come specie abbiamo inventato la classe media. Senza la classe media, non avremmo potuto avere quel particolare tipo di configurazione mentale che contribuisce in misura consistente a sputar fuori i sistemi informatici e la nostra specie non avrebbe mai potuto farcela ad arrivare allo stadio evolutivo successivo, qualunque esso sia. Ci sono buone probabilità che la classe media non rientri neanche parzialmente nella prossima fase evolutiva. Ma non è né qui né là. Che ti piaccia o no, Todd, tu, io, Dan, Abe, Bug, e Susan... tutti noi siamo fabbricanti del prossimo ciclo Rem del sogno umano. Tutti gli altri ne saranno attratti. Non metterli in discussione, Todd, e non crogiolartici dentro, ma non permettere mai a te stesso di dimenticarlo". ~ Douglas Coupland,
12:E-commerce e tv digitale, parte la sfida Ue dei tablet senza frontiere L’Europa vuole creare un mercato unico del web, ma finora chi ha un abbonamento per film e partite di calcio non può usarlo su smartphone e computer se si trova all’estero Marco Zatterin | 801 parole Il nemico si chiama «geoblocking» e colpisce un consumatore europeo su due. Gli appassionati di calcio, ad esempio. Succede a chi ha comprato un abbonamento per vedere le partite della squadra del cuore sul tablet, perché vuol essere sicuro di non perdere neanche un match, ovunque si trovi. Ha firmato un contratto con l’operatore nazionale e lo ha pagato con la gioia delle grandi occasioni. Poi, un giorno, decide di regalarsi un viaggio all’estero, convinto che i suoi campioni lo seguiranno. Invece no. Appena passato il confine, la sua tavoletta diventa «straniera» e il servizio inaccessibile. Inutile aver pagato, inutile arrabbiarsi. I diritti finiscono con la frontiera nazionale, sono bloccati dalla geografia. Dal «geoblocking», per l’appunto. Il danno per i consumatori «E’ un male per i consumatori e non aiuta lo sviluppo dell’industria», tuona Andrus Ansip, ex premier estone, responsabile Ue per tutto ciò che è digitale. Bruxelles vorrebbe che il mercato comunitario - dove circolano liberamente cittadini, merci e capitali - fosse un terreno di gioco senza limitazioni ingiustificate anche per il digitale. Se lo immagina come gli Usa, dove Internet e telefonia non cambiano se si è a New York o San Francisco. Da noi i navigatori del web sono 315 milioni, ma solo il 4% dell’offerta di beni e servizi è transfrontaliera. Comandano i mercati nazionali. Se così non fosse, si avrebbero 415 miliardi di affari in più. Il che conviene a tutti. Il progetto di Bruxelles La Commissione si dà cinque anni per creare un «mercato unico digitale» e riformare tutto, dagli acquisti «on line» alle telefonate. Il primo problema che si pone è quello dei diritti. Riguarda la televisione «on demand», quella che si può ordinare lì per lì col telecomando, come il calcio, «il settore più complesso da affrontare». Ogni emittente acquista i diritti della singola serie tv o di un campionato puntando a una fetta precisa di continente. Al contempo, si protegge per evitare che la regola venga violata e «geoblocca». Anche se il limite viene aggirato grazie a furbizie informatiche semplici come Anonymox che cambia la nazionalità dell’indirizzo Internet. Bruxelles propone di aprire il mercato rivedendo le regole del diritto d’autore, ferme al 2001, anno in cui la «tv on demand» era quasi fantascienza. Suggerisce di elaborare schemi in grado di attraversare le frontiere nel rispetto di creativi e produttori. Si tratta di studiare un meccanismo perché ovunque in Europa si possa accedere a qualunque contenitore digitale pagando il giusto. «Si amplia la platea e si scoraggia la pirateria», assicurano alla Commissione. Dove si ammette che il caso pesa di più per le emittenti di lingua inglese che italiana, data l’audience potenziale. Ma che, questo, non modifica l’esigenza. Il «geoblocking» riguarda molti siti commerciali. In Belgio, per esempio, è impossibile comprare un computer dal sito francese di una grande marca che ha un frutto come simbolo: si viene reindirizzati alla pagina bruxellese; la geografia blocca l’acquisto e limita la scelta. Se invece si affitta un’auto in Spagna, ci sono possibilità che - letto l’indirizzo di provenienza del contatto - la stessa vettura costi di più per un tedesco piuttosto che per uno sloveno. In questo caso, la geografia penalizza. In generale, il 52% tutte le esigenze di acquisti transfrontalieri non viene esaudito in un altro paese. «Meno clienti, meno incassi», sottolinea Ansip. Il freno all’e-commerce Lo shopping online viene frenato pure dalla posta. Il 57% dei cittadini dice che il prezzo della spedizione è la ragion per cui non comprano all’estero. Colpa del mercato che non ~ Anonymous,

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